A cura di Danilo Ciaci*
Ultimo aggiornamento: Maggio 2007
Le piaghe o ulcere da decubito sono delle lesioni causate dall’ischemia e dalla conseguente necrosi della cute, del tessuto sottocutaneo e spesso anche del muscolo che ricopre l‘osso sottostante.
La parola decubito deriva dal latino “decubitare” che significa letteralmente “giacere”.
Ischemia è il termine che definisce la sofferenza di un tessuto quando viene raggiunto da poco sangue, indipendentemente dalla causa scatenante
Necrosi è il termine che indica la morte di un tessuto a causa di una situazione di ischemia prolungata
Le cause della formazione di una ulcerazione da decubito sono:
- La compressione, è il fattore maggiormente responsabile del danno ischemico (e quindi della necrosi); è sufficiente una forte pressione per breve periodo di tempo oppure di una pressione moderata per un lungo lasso di tempo perché si formi una ulcerazione.
- Lo sfregamento, provoca la perdita di cellule durante il contatto tra pelle e superficie esterna (lenzuolo, ecc)
- La macerazione, dovuta ad un eccesso di umidità, causato da sudorazione o da incontinenza urinaria. rende meno resistente la cute.
Le suddette cause possono creare facilmente una ulcerazione quando il soggetto si trova in una delle seguenti situazioni : l’immobilità, l’incontinenza, la malnutrizione, la compromissione dello stato di coscienza, l’anemia, le infezioni, una vasculopatia periferica, la demenza, l’edema, il diabete mellito od una neoplasia maligna.
Si producono molto facilmente nelle persone costrette a letto da malattia; sono quindi presenti molto frequentemente nei ricoverati in reparti ospedalieri.
La presenza di un’ulcera rappresenta anche una spia della gravità clinica e si accompagna ad un aumentato rischio di morte (aumento che viene calcolato in circa 4 volte).
Le ulcere da decubito possono formarsi in una qualsiasi parte del corpo sia sulla cute che sulle mucose – esistono infatti anche quelle all’esofago causati dai sondini naso-gastrici
Le sedi più frequenti dove si presentano sono : le zone del bacino dove le ossa sono più superficiali (il sacro, il grande trocantere della testa del femore e l’ischio), le zone laterali delle ginocchia, i malleoli ed i talloni
Sedi meno frequenti : gomiti, scapole, coste, vertebre ed orecchie.
Vengono comunemente riconosciuti 4 stadi dell’ulcera:
- Arrossamento, la pelle è integra, ma l’area è arrossata e leggermente rilevata per l’infiammazione. E’ uno stadio reversibile
- Ulcera superficiale, è presente una lesione dei primi strati della pelle (epidermide e derma), con conseguente formazione di un’ulcera cutanea a margini ben definiti. La zona circostante è arrossata, calda ed infiammata. Può presentare secrezione, di solito sierosa. Anche questo stadio è reversibile
- Necrosi superficiale, la lesione si estende oltre il derma, fino al tessuto sottocutaneo. I bordi cutanei sono arrotondati e pigmentati, e delimitano chiaramente i bordi della ferita e sul fondo si trova del tessuto necrotico. E’ presente una secrezione sierosa o purulenta. Questo stadio può minacciare la vita del paziente
- Necrosi profonda, la lesione interessa anche gli strati muscolari fino ad arrivare fino all’osso. La secrezione è abitualmente di tipo sieroso o purulento. Possono essere presenti fistole. Può complicarsi con una osteomielite (infezione dell’osso).
*A cura di Danilo Ciaci: Medico di Medicina Generale, Milano
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