Vari sono gli obiettivi che il trattamento dovrebbe raggiungere:
- eliminazione della compressione locale per ottenere una buona circolazione del sangue ed ossigenazione dei tessuti associate al corretto posizionamento
- rimozione del tessuto necrotico per evitare la proliferazione batterica; può avvenire sia con una pulizia chirurgica graduale, oppure attraverso l’utilizzo di pomate contenenti enzimi litici; necessitano però di almeno due applicazioni giornaliere
- pulizia dell’ulcera, mediante l’utilizzo di soluzione fisiologica, meglio con l’uso di una siringa a getto trasversale
- disinfezione dell’ulcera, poiché la proliferazione batterica riduce la presenza di ossigeno e riduce la capacità di difesa da parte dei globuli bianchi. Utili a questo scopo lo steridrolo, l’amuchina, l’acqua ossigenata, i sali di ammonio quaternario. Invece i prodotti mercuriali (il mercurio cromo, ecc) vanno utilizzati solo sui bordi della piaga per il rischio non trascurabile di tossicità. L’applicazione del disinfettante va interrotta in presenza di tessuto di granulazione (il tessuto di ricrescita, che parte normalmente dal fondo della ulcera) per evitare l’inibizione di crescita dei fibroblasti (le cellule componenti principali del tessuto sottocutaneo, che producono il collagene, che è la struttura portante dello stesso tessuto). I disinfettanti a base di iodio (betadine, iodiopovidone) non sono irritanti e possono essere utilizzati anche in fase di riparazione della piaga
- applicazione di bendaggi umidi che lascino passare ossigeno ed anidride carbonica
- eliminazione o riduzione dei fattori di rischio comprendenti: la ridotta mobilità (causata da febbre, denutrizione, ecc), la presenza di sangue anemico (causato da denutrizione o perdite continue di sangue), la carenza di zinco (che causa una minore capacità di rigenerazione dei tessuti, delle difese immunitarie e della sintesi di collagene)
Vi sono dei preparati topici (cioè per uso locale) come i poliuretani e gli idrocolloidi utilizzati nel trattamento delle piaghe.
I poliuretani sono agenti plastificanti, formano una barriera impermeabile sull’area interessata. Sono utili sulle ulcere superficiali e quando l’essudato è abbondante; possono essere mantenuti in sede per 5 - 7 giorni, ma sono da cambiare quotidianamente in caso di infezione.
Gli idrocolloidi sono invece dei polimeri inerti idrorepellenti, contengono delle particelle assorbenti e formano delle barriere occlusive, queste quando vengono in contatto con l’essudato della ferita (cioè il liquido che fuoriesce) , si gonfiano formando un gel umido che favorisce la granulazione. Sono sconsigliati in caso di infezione
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Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.