I nostri specialisti rispondono alle domande più frequenti:
Cosa sono le piastrine ?
Le piastrine sono particelle senza nucleo, delle dimensioni di pochi micron, prodotte dal midollo osseo da dove vengono immesse nel sangue.
Normalmente il 20-30% delle piastrine è depositato nella milza, ma questa quantità può aumentare molto nei casi di notevole ingrossamento di questo organo, una situazione in cui non è raro vedere sequestrate al suo interno fino all’80% delle piastrine circolanti.
La vita media delle piastrine è di dieci giorni e quelle più vecchie sono sequestrate ed eliminate dal sistema reticolo endoteliale, un insieme di cellule del sistema immunitario (monociti-macrofagi) diffuse in tutto l’organismo e caratterizzate dalla capacità di fagocitare detriti cellulari, microrganismi e così via.
Il numero delle piastrine normalmente presenti nel sangue varia da 150000 a 400000 per millimetro cubo.
A cosa servono le piastrine?
Le piastrine contribuiscono ai processi della coagulazione attraverso due meccanismi: aggregandosi tra di loro fino a formare dei veri e propri tappi e producendo la trombina, sostanza che questi tappi tiene adesi e stabili.
Questi aggregati di piastrine aderiscono all’endotelio (il rivestimento interno dei vasi sanguigni) quando questo viene danneggiato e in questo modo permettono di arrestare le emorragie.
Naturalmente il sistema della coagulazione è molto complesso e le piastrine rappresentano soltanto uno dei numerosi e indispensabili attori di quella che viene giustamente definita la “cascata della coagulazione”.
Quali sono le cause più frequenti ?
Il numero delle piastrine circolanti può diminuire a causa di una minor produzione, in seguito a un’aumentata distruzione oppure, come abbiamo già visto, perché trattenute in gran quantità nella milza.
Le cause di una diminuita produzione possono dipendere da una ridotta crescita megacariocitica pura (i megacariociti sono le cellule che danno origine alle piastrine), da farmaci, da radiazioni, da sostanze chimiche, oppure da un’anemia aplastica ( una malattia caratterizzata dalla ridotta produzione di tutti gli elementi corpuscolari del sangue, quindi con un calo associato anche di globuli bianchi e rossi ), da infiltrazione del midollo, come avviene per esempio nei linfomi, nel mieloma, nella mielofibrosi e in altre situazioni neoplastiche.
La produzione di piastrine può anche essere insufficiente in seguito a un difetto di maturazione, come accade in presenza di un deficit di acido folico e vitamina B12, nella emoglobinuria parossistica notturna, nella mancanza o scarsità di trombopoietina e in due rare sindromi congenite: (Wiskott-Aldrich e May Hegglin).
Le piastrinopenie da accelerata distruzione possono riconoscere o meno un meccanismo di tipo immunologico.
Quelle a base immunologica possono essere acute: post infettiva (sia virale che batterica), da farmaci, post trasfusionali, idiopatica; oppure croniche: porpora trombocitopenica idiopatica (Werlhof), linfomi, anemie autoimmuni, lupus eritematoso sistemico.
La carenza di piastrine che non deriva da alterazioni immunitarie può far seguito a malattie infettive, ad alterazioni dei vasi sanguigni, come nelle microangiopatie, oppure in presenza di protesi cardiache che possono causare un danno meccanico alle piastrine stesse.
I farmaci possono causare piastrinopenia?
Due parole riguardanti gli effetti dei farmaci sulla riduzione di piastrine. Alcuni i farmaci possono agire danneggiando il midollo e quindi alterando la produzione di piastrine, come accade nel corso delle terapie antitumorali. Anche l’alcol bevuto in gran quantità, e soprattutto nei soggetti non abituati, può provocare una modica depressione midollare; alcuni diuretici (i tiazidici) possono a loro volta diminuire la produzione dei precursori delle piastrine; usualmente il calo è lieve, ma a volte può persistere per alcuni mesi dopo la sospensione del farmaco. Anche i sali d’oro, usati nella terapia di alcune malattie reumatiche, possono causare piastrinopenia e lo stesso effetto si può riscontrare tra le persone esposte a sostanze chimiche quali il benzene e i suoi derivati.
Nella maggior parte dei casi tuttavia, la piastrinopenia da farmaci è provocata da una risposta immunitaria che provoca la distruzione anticipata delle piastrine. Sono molte le molecole che possono agire attraverso questo meccanismo: è il caso di antibiotici di uso comune (penicilline, cefalosporine, sulfamidici) delle eparine, della chinidina, di alcuni anticonvulsivanti, degli inibitori dell’angiotensina II e degli antiaggreganti.
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Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.