Ovviamente la terapia della piastrinopenia sottintende la definizione diagnostica e la cura della malattia di base.
Bisogna poi ricordare che non sempre è utile trattare: vi sono quadri piuttosto indolenti e sostanzialmente benigni nei quali un trattamento eccessivo può creare più problemi che benefici.
Naturalmente non è sufficiente una diagnosi precisa per intraprendere un trattamento: si dovrà sempre e comunque tenere conto dell’età del soggetto, del suo stato generale, di eventuali altre malattie associate, delle risorse personali, sociali e culturali che può mettere in campo.
Quindi una condivisione degli obiettivi e delle modalità terapeutiche è preliminare a qualsiasi decisione.
Vediamo quali sono gli strumenti terapeutici a disposizione e le loro principali indicazioni.
Vitamina B12 e acido folico saranno necessari laddove la loro scarsità provochi un quadro di difettosa maturazione di piastrine: la loro somministrazione farmacologica andrà ovviamente affiancata e più tardi completamente sostituita, se possibile, da un dieta adeguata: fegato, carni rosse, formaggi e tuorlo d’uovo per la vitamina B12 (la dose raccomandata è di circa 2microgrammi al giorno) fegato, asparagi, cavoli e spinaci per l’acido folico ( la dose giornaliera raccomandata è di 150-200microgrammi, ricordando che la cottura causa una perdita cospicua di acido folico).
Nelle carenze da difettosa produzione midollare per valutare l’inizio di una terapia si dovrà distinguere tra le forma più o meno aggressive, tenendo naturalmente in gran conto l’età e le condizioni generali del paziente.
Per quando riguarda le forme a genesi immunitaria, in caso di necessità il trattamento farmacologico di prima scelta è quello con cortisonici, eventualmente affiancato, se poco efficace, dalla somministrazione di immunoglobuline.
Ultima risorsa è l’asportazione della milza che, se molto ingrossata, è in grado di trattenere e distruggere la quasi totalità delle piastrine circolanti. Questo intervento chirurgico è spesso in grado di garantire una risposta duratura, senza particolari effetti collaterali, nei pazienti in cui la terapia con cortisonici e immunoglobuline non abbia consentito di ottenere una risposta prolungata.
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Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.