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Rinite Allergica
Cos'è

A cura di: Fabrizio Pregliasco*
Ultimo aggiornamento: Luglio 2007

 

Ogni reazione allergica si basa su di un difetto della risposta immunitaria del nostro organismo nei confronti di uno o più antigeni sviluppata fondamentalmente per la presenza di una particolare classe di anticorpi specifici (IgE). Per rinite allergica si intende una particolare manifestazione delle malattie allergiche coinvolgente la mucosa del rinofaringe. Purtroppo questa patologia risulta oggi alla ribalta perché la frequenza delle patologie allergiche, o atopiche nel caso della ereditaria tendenza all’ipersensibilità, è in netto aumento nel mondo intero e con maggiore importanza nelle aree ad elevata industrializzazione. Recenti stime relative a tali patologie parlano di una percentuale di popolazione affetta tra il 25% ed il 35%, con un impatto economico certamente immaginabile, in termini di aumento della spesa pubblica sia per diagnosi, sia per terapia. Dati su base nazionale si esprimono con stime che fanno raggiungere i 10milioni di soggetti colpiti, tra questi: 400mila ragazzi in età scolare soffrono di asma ed 1 milione di rinite allergica (estrapolazione dati studio ISAAC, 1999). In aumento sono inoltre i casi di pazienti che risultano sensibili a più sostanze, come anche la proporzione di soggetti che nella loro manifestazione atopica presentano rinite allergica. Nel caso specifico della rinite allergica la prevalenza mondiale è superiore al 10%, tale dato risulta comunque sottostimato, perché spesso i sintomi vengono sottovalutati sia dal soggetto affetto, sia dal medico che lo prende in cura.

 

L’eziologia allergica non risulta certamente di facile diagnosi in quanto la clinica si va a sovrapporre a quella delle altre cause di rinite, come per esempio le infezioni da virus. Ci sono indicazioni che però spostano l’attenzione sulla possibile causa allergica come: la non associazione dei sintomi ad infezioni delle vie aeree, la comparsa in primavera ed in estate, soprattutto se reiterata negli anni, e la presenza del sintomo più caratteristico che è la “starnutazione a salve e ripetuta”. Ovviamente da considerare sono le differenze geografiche che caratterizzano la presenza dei pollini.

 

Il bambino inizia a sensibilizzarsi tipicamente attorno ai 2 anni anche se l’insorgenza classica della patologia è in adolescenza, sebbene la possibilità di comparsa permane per tutto l’arco della vita. Spesso i soggetti con pollinosi, o febbre da fieno, presentano comparsa di eventi di congiuntivite per un paio d’anni prima della manifestazione si una vera rinite allergica col noto corteo sintomatologico.

  • La "pollinosi primaverile" è dovuta a pollini di alberi, quali ad esempio la quercia, l’olmo, l’ontano, l’acero, la betulla, il pioppo nero. L’esposizione ai pollini in primavera è di breve durata per alcune specie: mentre alcuni pollini pesanti non sono portati dal vento molto lontano, i pollini più leggeri dispersi dal vento cominciano ad essere disseminati non prima di agosto e continuano fino alle prime gelate d'autunno.
  • La "pollinosi estiva" è dovuta pollini di erbe, quali ad esempio gramigna, capriola, codolina, erba, primaverile dolce, frutteti, ed a pollini di erbe selvatiche come l’acetosella e la piantaggine.
  • La "pollinosi autunnale" è dovuta a pollini di erbe selvatiche come l’ambrosia.

 

Caso peculiare rappresentano le riniti allergiche presenti tutto l’anno che, sebbene per lo più causate da spore fungine, possono presentare difficoltà nell’individuazione dell’eziologia precisa che può essere anche da piume, acari, forfore, peli di animali e muffe.

 

L’eziologia, se così si può definire, delle differenti forme di rinite allergica è quantomai varia, infatti pur riconoscendo una manifestazione clinica legata all’iperreattività del sistema immunitario tipica, gli allergeni responsabili della manifestazione sono numerosi ed ogni individuo allergico reagisce ad uno, o più comunemente ad un gruppo, di questi. In virtù di tale particolarità possiamo differenziare gli agenti allergizzanti in due diverse famiglie sulla base della presenza intermittente o persistente dei propri componenti.

 

Nella prima famiglia possiamo inserire quei pollini che si presentano solo in un definito periodo dell’anno, tipico per ogni pianta e per le differenti latitudini. I pollini sono utilizzati da tutti i vegetali come elemento della riproduzione, e sono trasportati durante il periodo dell’impollinazione dalle correnti ventose grazie alla loro leggerezza, questo veicolo di trasmissione rende i pollini estremamente diffusi e durante i periodi come  ad esempio la primavera praticamente ubiquitari negli ambienti aperti. La manifestazione clinica dei soggetti allergici a questa tipologia di pollini prende il nome di Rinite pollinosica o intermittente (una volta chiamata “stagionale”).

 

Le piante erbacee (Graminacee, Urticacee e Composite) e le arboree (Oleacce, Betulacee e Coriacee) sono quelle che producono i pollini di maggior interesse allergologico.

 

Il rilievo della conta pollinica, che prende il nome di ”calendario pollinico” risulta quindi essere di particolare interesse perché può aiutare una mirata prevenzione qualora questa si possibile.

Nella seconda famiglia possiamo inserire quegli agenti responsansabile della così detta Rinite perenne, recentemente ribattezzata “persistente”, che come dice il mone stesso non lega la sua presenza ad un particolare periodo dell’anno, a causa dei suoi agenti eziologici.

 

Gli allergeni responsabili della rinite persistente sono in gran parte di origine ambientale come ad esempio i dermatofagoidi, le spore fungine, i derivati epidermici di animali e sono presenti durante tutto l'anno. I più comuni esponenti di queste tipologie di allergeni sono: gli acari del genere DermatophaSoides (particolarmente il D. pteronyssinus ed il D. farinae); le spore fungine (distinte in: "miceti atmosferici" come l'Alternaria ed il Cladosporium e "miceti domestici" tipici degli ambienti umidi e mal ventilaticome l'Aspergillus, il Penicillum e la Candida); gli allergeni di origine animale (derivati epidermici degli animali domestici come gatto, cane e cavallo).

 

Le allergie come accennato però possono non essere univoche, ovvero il soggetto allergico può presentare un quadro monoallergico ma può anche presentare una combinazione di reazioni con uno stato di flogosi nasale perenne capace di presentare riacutizzazioni stagionali.
Di fronte ad una così ampia possibilità di agenti eziologici coinvolti si contrappone invece una tipologia del tutto simile di risposta dell’organismo, che è poi l’effettrice responsabile di quanto si osserva a livello clinico.

 

L’agente allergizzante entra, attraverso le mucose, in contatto con le IgE specifiche a livello nasale, dopo il primo contatto che serve da sensibilizzazione, in occasione dei contatti successivi le IgE attivano in maniera eccessiva i mastociti regionali che così attivati, secernono vari mediatori responsabili della reazione clinica immediata: l' Istamina, i Leucotrieni, le Prostaglandine e le Prostacicline. La reazione è facilitata da una caratteristica del polline, cioè quella di liberare il materiale fecondante quando posto a contatto con superfici umide come sono le mucose delle vie aeree e della congiuntivite che minano quindi le condizioni naturali della fecondazione pollinica.

 

Delle sostanze liberate dal mastocita l'Istamina provoca: prurito, starnuti, rinorrea ed ostruzione, risultando quindi in grado di generare da sola tutti i segni e sintomi tipici della reazione; i Leucotrieni sono responsabili della rinorrea e dell'ostruzione nasale, scatenata anche dalle Prostaglandine come unico sintomo riscontrabile in fase tardiva. Gli allergeni responsabili della rinite intermittente sono come detto per lo più rappresentati dai pollini. Il polline è una particella inalabile grazie alle sue piccole dimensioni, comprese tra i 5 e 300mm, ed il suo compito e quello di trasportare i gameti verso i fiori da impollinare. Le piante dette anemofile per realizzare l’impollinazione sfruttano la capacità del proprio polline di essere trasportato dal vento, un altro sistema di trasporto prevede l’intervento di insetti “vettori” sfruttato dalle piante dette entomofile. Le piante appartenenti al primo dei due gruppi sono costrette, data l’alta casualità del veicolo vento, devono produrre un elevatissimo numero di granuli, il che aumenta di molto lo stimolo allergico nei confronti di queste piante.

 

Nell’atmosfera comunemente circolano oltre 80 tipi di pollini differenti appartenenti a 50 famiglie botaniche. Le reazioni allergiche non sono però causate da ogni polline circolante, dato che nella possibilità di reazione contano la presenza di allergeni nei pollini e la relativa quantità, anche se quest’ultimo valore non è univoco dato che individui differenti hanno reazioni con differenti concentrazioni.

 

Nel nostro paese la stagione dei pollini comincia a gennaio col nocciolo e l’ontano, il mese successivo compaiono i cipressi, fino a primavera, assieme a frassino ed olmo cui fanno seguito pioppo e salice. A marzo i pollini di platano e del pino precedono la betulla il carpino bianco, le quercie ed il faggio. La primavere vede poi la predominanza di piante erbacee seguite in giugno dall’ulivo ed il mese dopo dal castagno.

La paritaria invece è presente a seconda della regione italiana di riferimento per molti mesi all’anno compresi quelli autunnali e, dove fa più caldo, invernali.

 

Le piante erbacee più importanti per il loro potere allergizzante sono le graminacee, diffusissime in primavera fatta salva la gramigna che è presente tutto l’anno; importantissime sono anche artemisia e ambrosia. L'artemisia inizia a liberare polline all'inizio di agosto, dopo ferragosto circola l'ambrosia, sempre più diffusa in molte regioni settentrionali. La pollinazione di queste piante può proseguire fino a settembre-ottobre.Altre piante, meno note, come la lanciola, il romice, il farinaccio e l'amaranto mettono in circolo i loro pollini per tutta la primavere e l’estate.

 

In Italia graminacee e paritaria rendono conto delle allergie di oltre l’80% dei soggetti allergici, al nord del paese importanza rilevante hanno anche betulla ed ambrosia, mentre al sud cipressi e d ulivi.

 

Piante Arboree

 

 

Piante Erbacee

 

 

 

 

*A cura di:

Fabrizio Pregliasco: Ricercatore Universitario per la disciplina Igiene Generale ed Applicata presso l'Istituto di Virologia dell' Università degli Studi di Milano

 



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