A cura di: Franco Marchetti*
Ultimo aggiornamento: Settembre 2007
Russare può rappresentare un problema ben più serio del semplice disturbo provocato al sonno del partner: le conseguenze per la salute di chi ne soffre possono infatti essere importanti, in particolare quando il russamento costituisce il campanello dall’allarme della presenza di una sindrome da Apnee del Sonno (SAS o Sleep Apnea Syndrome).
Sono molte le persone con questo problema; si stima che un terzo circa della popolazione russi almeno alcune notti alla settimana. Può trattarsi di un disturbo occasionale o di una condizione abituale, in quest’ultimo caso di parla di roncopatia cronica.
Responsabile del rumore è la vibrazione delle strutture molli delle vie respiratorie che si rilassano mentre si dorme. Quando il sonno si fa più profondo i muscoli della porzione posteriore del palato, il palato molle, quelli della gola e della lingua si rilasciano; come conseguenza quando queste strutture vengono attraversate dall’aria entrano in vibrazione, potendo arrivare a ostruire le vie respiratorie. Una serie di elementi possono contribuire alla comparsa del russamento. In condizioni normali quando respiriamo l’aria passa attraverso il naso che svolge diverse funzioni: ha infatti il compito di riscaldare, di filtrare e di umidificare l’aria diretta alle vie aeree inferiori.
Lungo questo percorso l’aria può incontrare un’ostruzione, determinata per esempio da un’alterazione dell’anatomia del naso. Può trattarsi di una deviazione del setto o di un eccessivo volume dei turbinati, particolari ossicini presenti nel naso e rivestiti di mucosa (un’ipertrofia dei turbinati si può verificare in presenza di una rinite vasomotoria o allergica), o della presenza di polipi. Ciò provoca un aumento delle resistenze nasali; come conseguenza la respirazione orale tende gradualmente a sostituire quella nasale.
Anche l’anatomia della bocca e della gola giocano un ruolo importante: il palato può essere sfiancato, le tonsille, l’ugola o le adenoidi ingrandite, la parete posteriore della faringe può essere più spessa, condizione favorita dall’obesità. Nel paziente addormentato in posizione supina inoltre la lingua tende a scivolare all'indietro e a spingere l'epiglottide riducendo così il lume della laringe. Talvolta la roncopatia può dipendere da particolari anomalie anatomiche come una lingua troppo grossa (macroglossia) o un mento piccolo e spostato all'indietro.
Oltre all’obesità, anche il consumo di alcol, responsabile di un maggior rilassamento della muscolatura, può rappresentare un fattore in grado di favorire il russamento.
Altre condizioni che contribuiscono alla roncopatia cronica e alla SAS sono i fattori ereditari, l'abuso di cibo, il tabacco, l'uso di sedativi e sonniferi, l'affaticamento, lo stress e le alterazioni ormonali (ipotiroidismo).
Nei casi più seri la roncopatia può associarsi a episodi di apnea nel sonno: in questi casi si verifica una completa chiusura delle vie respiratorie che impedisce la respirazione. L’apnea nel sonno è perciò caratterizzata da un russamento intervallato da periodi di silenzio che possono durare diversi secondi finchè la carenza di ossigeno e l’aumento dell’anidride carbonica provocano il risveglio e la riapertura delle vie aeree.
*A cura di: Franco Marchetti - Medico di Medicina Generale e Giornalista Scientifico, Milano
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