Il medico potrà suggerire in primo luogo l’adozione di misure di igiene di vita: eliminare l’alcol dal pasto serale, non esagerare con i cibi, evitare l’uso di sonniferi e ansiolitici, dimagrire se in sovrappeso, ricorrere a “trucchi” (vedi convivere con la malattia) per evitare di dormire in posizione supina. Il calo di peso consente spesso di ridimensionare l’entità del problema in quanto riduce i depositi di grasso presenti anche lungo le vie respiratorie aumentandone così la pervietà.
Esistono poi delle soluzioni di tipo chirurgico e di tipo medico. Fra le prime le più banali sono rappresentate dall’asportazione di tonsille o adenoidi troppo voluminose. Questi interventi, soprattutto nei bambini, possono risolvere il problema in modo definitivo; la loro esecuzione può essere comunque indicata in alcuni casi anche negli adulti.
Quando responsabile dell’ostruzione respiratoria sia una deviazione del setto nasale, può essere risolutiva la settoplastica, mentre anche un’ipertrofia dei turbinati può essere corretta chirurgicamente.
L’intervento d’elezione è tuttavia rappresentato dalla uvulo palato faringo plastica o UPPP con cui viene asportato il tessuto in eccesso responsabile del russamento a livello della porzione posteriore del palato molle e dell’ugola. Si tratta di un intervento più impegnativo, da effettuare in anestesia generale.
Sono state proposte anche delle varianti di questo intervento come la uvoloplastica laser assistita, in cui la porzione eccedente del palato e l’ugola vengono asportate tramite il laser. Questa tecnica in genere non è tuttavia raccomandata in presenza di SAS.
Una valida alternativa alla chirurgia è rappresentata dalla ventilazione a pressione positiva o CPAP (Continue Positive Air Pressure). Questa tecnica prevede l’uso di una maschera, da applicare durante il sonno, collegata a una pompa che produce una pressione positiva che costringe le vie aeree a rimanere pervie. In questo modo è possibile eliminare sia gli episodi di apnea, sia il russamento. Si tratta della terapia non chirurgica attualmente più efficace, anche se alcuni pazienti la trovano “scomoda”.
A cura di: Franco Marchetti - Medico di Medicina Generale e Giornalista Scientifico, Milano
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