La Sclerosi Multipla è una malattia dal decorso variabile e ciò ha reso difficile lo studio dei fattori prognostici clinici e di laboratorio. Negli ultimi anni l’avvento delle nuove metodiche diagnostiche e la presenza di studi farmacologici controllati ha permesso in parte di fronteggiare questa malattia e ne ha migliorato la prognosi. Ad oggi sono stati individuati alcuni fattori prognostici che influenzano favorevolmente l’evoluzione di malattia e sono: il sesso femminile, età di esordio<40 anni, tipo di sistema funzionale coinvolto all’esordio (l’interessamento iniziale del sistema visivo o del sistema sensoriale rappresentano indicatori prognostici positivi, piuttosto che il coinvolgimento del sistema piramidale o cerebellare), un lungo intervallo di tempo tra l’esordio e la seconda ricaduta, la presentazione monosintomatica all’esordio, un punteggio basso alla scala di disabilità secondo Kurtzke (EDSS<4.5), il decorso recidivante remittente, l’utilizzo della terapia.
Alto è anche il valore predittivo e prognostico della Risonanza magnetica (che sarà valutato dal medico). Malgrado tutti questi fattori possano influenzare positivamente l’evoluzione della malattia, un certo grado di disabilità e invalidità si può sviluppare nel tempo. Oggi possiamo però dire che circa la metà dei pazienti presenta deficit lievi o moderati a 10 anni dallo esordio dei sintomi.
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