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Scroto rosso
Cos'Ť

A cura di Daniela Benini*

Ultimo Aggiornamento: Aprile 2010

Qualche volta lo scroto diventa rosso, gonfio e soprattutto dolente. Può trattarsi di una vera urgenza chirurgica. Infatti esiste l’assioma che ogni tumefazione scrotale dolente deve essere considerata una torsione del testicolo fino a prova contraria.

Come riconoscere la  torsione del testicolo?

  • Il dolore è improvviso (spesso compare di notte), violento, ingravescente, spesso irradiato all’addome.
  • Il bambino è molto sofferente, spesso presenta anche nausea e/o vomito.
  • Lo scroto è rosso e gonfio. La palpazione è molto dolorosa.
  • Il testicolo è attratto in alto verso la regione inguinale.

Cosa fare?

  1. Andare in PS, possibilmente in un Ospedale dove esiste una chirurgia pediatrica.
  2. Eseguire un’ ecografia con color doppler del testicolo: l’assenza di flusso ematico conferma la diagnosi clinica.
  3. Procedere all’esplorazione chirurgica e derotazione.

Perché non bisogna perdere tempo?

Osservate la correlazione fra il tempo intercorso tra inizio dei sintomi- derotazione e la percentuale di testicoli salvati:

 < 6h → 80-100%

6-12h →70%

>12h → 20-25%

>24h → minima

Più frequentemente, soprattutto prima della pubertà, si può verificare la torsione di appendici testicolari ( residui embrionali che aumentano di volume in seguito alla produzione di ormoni estrogeno-simili).

  • Il dolore è intenso ma localizzato (generalmente al polo super. del testicolo).
  • Il bambino è modicamente sofferente.
  • Lo scroto è modicamente gonfio, diffusamente arrossato. Spesso è visibile una chiazzetta bluastra sul  polo super. del testicolo (“blu dot sign”). La palpazione è localmente dolorosa.
  • All’ eco color doppler il flusso ematico a livello del testicolo e dell’epididimo è aumentato; il testicolo ha struttura normale.
  • Se i sintomi sono comparsi < 24h, c’è l’indicazione all’intervento chir. ma con urgenza differita.
  • Se i sintomi sono comparsi > 24h, si può attendere l’autoamputazione dell’appendice, ricorrendo nel frattempo ad analgesici e antibiotico.

Queste due  condizioni, di competenza prettamente chirurgica, vanno distinte da due condizioni di competenza prettamente medica: l’epididimite (infiammazione di quel piccolo dotto posto sopra e dietro il testicolo, deputato al trasporto e alla maturazione degli spermatozoi) e l’orchi- epididimite (infiammazione del testicolo e dell’epididimo).

I bambini sono frequentemente di età < 2 anni e presentano spesso una concomitante infezione delle vie urinarie (febbre, bruciore, difficoltà a far pipì..).

  • L’ esordio è lento e graduale.
  • Il bambino  è modicamente sofferente.
  • Il dolore non è molto intenso.
  • Lo scroto è arrossato e molto gonfio.
  • La palpazione è abbastanza dolorosa.
  • All’ eco color doppler si evidenzia un aumento del volume, un’alterata struttura  e un aumento del flusso a livello dell’epididimo o dell’epididimo+testicolo.
  • La terapia è medica: antibiotico.

  

….e se lo SCROTO è GONFIO MA NON E’ NE’ ROSSO NE’ DOLENTE ?

Nel 75% dei casi sono coinvolte strutture extra gonadiche; in questi casi la tumefazione scrotale varia col decubito e aumentando la pressione intraddominale.

Si può trattare di:

  1. ernia inguino-scrotale: è il passaggio di un piccolo tratto di intestino nel canale inguinale fino allo scroto, a causa di un punto debole nella parete addominale.
    1. Non è transilluminabile e si riduce in addome con un caratteristico gorgoglio.
    2. Attenzione : l’ernia può strozzarsi e simulare uno scroto acuto!
  2. idrocele: è un accumulo di liquido trasparente attorno al testicolo. Circa un maschio su dieci alla nascita presenta un idrocele che tende a sparire spontaneamente durante il primo anno di vita.    
    1. E’ transilluminabile (collocando una luce sullo scroto, si può verificare facilmente che il fluido è uniformemente chiaro)  e non riducibile.
  3.  varicocele: sono varici a carico del testicolo, che determinano stasi venosa. Spesso sono riscontrate in maniera del tutto casuale alla visita medico-sportiva in età adolescenziale.

 

Nel 25% dei casi sono coinvolte invece strutture gonadiche:

  •  cisti dell’epididimo: tipica è la sua scoperta casuale in totale assenza di sintomi. Alla palpazione si apprezza una formazione rotondeggiante,  non dolente, ben separata dal testicolo. L’ecografia è dirimente.
  • tumore del testicolo: l’esordio è estremamente subdolo o del tutto asintomatico, ma la tumefazione diventa progressivamente più evidente alla palpazione. Esami ematici ed esame istologico dopo biopsia testicolare sono mandatori.

 

Un altro assioma importante da ricordare:

di fronte ad un tumefazione del testicolo non dolente è fondamentale sospettare un tumore maligno fino a prova contraria.

Concludendo:

  • nella valutazione clinica di una tumefazione dello scroto nel bambino è fondamentale rammentare quali siano le strutture anatomiche potenzialmente coinvolte.
  • Quando prevale il sintomo “dolore”: tanto più esso è improvviso, importante e ingravescente tanto più  rapidamente bisogna intervenire.
  • Quando prevale il sintomo “massa”:  è fondamentale raccogliere dati relativi  all’esordio e durata dei sintomi, alle loro caratteristiche (costanti o intermittenti) e al volume della tumefazione (stabile, variabile, in progressivo aumento..). L’ ecografia è dirimente sulla localizzazione ma non sulla natura (benigna o maligna) della massa testicolare.

*Divisione Pediatria - Ospedale Sacro Cuore - Negrar (Vr)



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tags: idrocele, torsione del testicolo, varicocele


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