Le risposte alle domande più frequenti giunte in redazione a cura di:
Associazione Italiana Pazienti con Apnee del Sonno-A.I.P.A.S-Onlus
Divisione di Pneumologia, Fondazione Salvatore Maugeri IRCCS, Tradate (VA).
Quali sono i sintomi apnee notturne?
Le conseguenze del disturbo iniziano a farsi sentire quando le apnee sono più di 10 episodi all’ora e compromettono il sonno.
Al mattino ci si sveglia stanchi, nervosi, con una sensazione di sonnolenza che prosegue durante la giornata. Alcuni studi hanno dimostrato che chi soffre di apnee notturne incorre più spesso in incidenti sul lavoro e in incidenti stradali. Spesso il paziente non se ne accorge neppure. Devono mettere in allarme e far pensare alla possibilità di soffrire di tale disturbo prima di tutto la segnalazione da parte dei familiari che il sonno è agitato, che si russa abitualmente, spesso con brusche interruzioni del russamento e del respiro; inoltre, oltre ai segni già citati, sono presenti perdita di memoria e concentrazione, irritabilità, mal di testa al risveglio, depressione dell’umore, ridotto interesse nei confronti dell’attività sessuale, sonnolenza durante il giorno, a volte così grave da causare l’improvviso addormentarsi del paziente mentre parla o svolge qualche attività, ovvero del cosiddetto colpo di sonno. Se questo avviene alla guida di un autoveicolo può essere molto pericoloso, in quanto un colpo di sonno di soli 5 secondi ad una velocità di 80Km/h lascia percorrere al suddetto veicolo una distanza pari a circa 200mt in perfetto stato d’incoscienza.
Quali sono le principali conseguenze?
Le conseguenze più gravi si registrano a livello dell’apparato cardiocircolatorio e cerebrovascolare. Durante l’apnea si abbassa bruscamente l’ossigenazione del sangue e questo fatto si ripercuote negativamente sugli organi che più necessitano di ossigeno: il cuore ed il cervello.
Durante l’apnea la concentrazione di ossigeno del sangue diminuisce ed il battito cardiaco rallenta. Quando la respirazione riprende, si osserva, invece, un aumento brusco della frequenza cardiaca, accompagnato da un rialzo improvviso della pressione arteriosa.
Questo andamento espone al rischio di incidenti cardiovascolari durante la notte e, a lungo andare, può portare a crisi ipertensive, alterazioni permanenti del battito cardiaco, infarto di cuore, trombosi od emorragie cerebrali (ictus).
Nel sonno i muscoli tendono a rilasciarsi più o meno completamente per recuperare il vigore dopo le fatiche della giornata, questo avviene anche per i muscoli della bocca, della lingua e della gola, cioè i muscoli che regolano l’ampiezza del primo tratto delle vie aeree attraverso le quali passa l’aria che respiriamo.
Nei soggetti con apnee del sonno succede che il passaggio dell’aria risulta più o meno ostacolato da un fenomeno di ostruzione completa (apnea) o parziale (ipopnea). Una riduzione del calibro delle vie aeree superiori aumenta la resistenza al flusso aereo, l’ostruzione si verifica solo durante il sonno. L’esame clinico delle prime vie respiratorie evidenzia, in una consistente quota di soggetti con apnee notturne, deviazione del setto nasale, ugola di volume aumentato, tonsille e lingua ingrossate, posizione arretrata della mandibola. Nei pazienti obesi l’accumulo di grasso nelle regioni laterali del collo esercita una compressione estrinseca sulle vie aeree che già di per sé tendono a collassare durante il sonno.
Quanto è diffuso questo disturbo?
Il disturbo è estremamente frequente dal momento che sembra riguardare dal 10 al 30% della popolazione. Si tratta di una malattia frequente; essa interessa, secondo una recente ricerca, il 9% dei maschi ed il 4% delle donne di età compresa tra i 30-60 anni; almeno l’80% dei soggetti con apnee notturne è obeso.
Come viene effettuata la diagnosi?
La diagnosi viene fatta sia con il rilievo dei disturbi riferiti dal soggetto e dai suoi familiari sia da un esame specifico che viene eseguito solo in centri specializzati: la polisonnografia. Si tratta di un monitoraggio costante durante il sonno notturno di alcuni parametri: si registrano i dati della frequenza cardiaca, dell’ossigenazione del sangue, dei movimenti respiratori, e, se necessario, anche dell’attività del sistema nervoso mediante l’elettroencefalogramma.
E’ un disturbo che si può curare?
E’ possibile curare efficacemente questi disturbi del sonno: l’indicazione a ricorrere ad interventi di chirurgia otorinolaringoiatrica è ristretta solo a quei soggetti che presentino specifici anatomici quali lingua troppo grossa, palato molle eccessivamente lungo e mobile, tonsille ipertrofiche… Per gli obesi la perdita di peso è molto importante ma difficile da ottenere e soprattutto da mantenere. Altrettanto importante è l’abolizione del fumo e la riduzione del consumo di alcolici specie la sera. La terapia di scelta è l’utilizzo di un apparecchio di ventilazione a pressione positiva (CPAP), che mantiene libero il passaggio dell’aria respirata.
Che cos’è l’apparecchio di ventilazione a pressione positiva (CPAP) ?
E’ una macchina che fornisce un flusso d’aria continua mantenendo una certa pressione positiva all’interno delle vie aeree in modo da impedire la loro ostruzione completa. Il ventilatore viene raccordato al paziente mediante un tubo, leggero e flessibile, alla cui estremità si fissa la connessione nasale costituita da una mascherina. E’ necessario un breve periodo di “addestramento” all’utilizzo del ventilatore durante il sonno. Un uso corretto e continuo dell’apparecchio (tutta la notte per tutte le notti) aiuta ad avere un sonno effettivamente riposante, senza interruzioni, senza risvegli e senza inconvenienti. Durante la giornata miglioreranno umore, memoria, vivacità, prontezza di riflessi con riscontri positivi sulla vita lavorativa e familiare.
Mi potete fornire un piccolo glossario per questa patologia?
Apnea
Interruzione della respirazione di almeno 10 sec
CPAP
Apparecchio di ventilazione a pressione positiva
Ipopnea
Interruzione della respirazione più breve
Ipossiemia
Riduzione dell’ossigeno nel sangue
OSAS
Sindrome delle apnee ostruttive del sonno
Ossiemoglobina
Emoglobina legata all’ossigeno
Ostruzione delle vie aeree superiori
Il passaggio di aria è ridotto a livello della gola (o del naso)
Polisonnografia
Esame che misura durante il sonno molti parametri: elettrocardiogramma, elettroencefalogramma,
ossigenazione, movimenti, ecc)
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Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.