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Tumore del polmone
Cos'è
A cura di: Alexan Alexanian*
Ultimo aggiornamento: Dicembre 2008

La maggioranza dei tumori del polmone è conseguente al fumo di sigaretta, sia attivo che passivo, ma la malattia può colpire anche persone che non abbiano mai fumato e nella maggior parte di questi casi non si riesce ad identificare alcuna causa.

Il polmone è costituito da vie aeree che per successive diramazioni (trachea, bronchi, etc.) trasportano l’aria – con direzione dall’esterno all’interno durante l’inspirazione e dall’interno all’esterno durante l’espirazione – fino agli alveoli, il luogo dove, grazie alla permeabilità ai gas delle loro sottili pareti, avvengono gli scambi respiratori: l’ossigeno passa dall’aria appena inspirata al sangue e l’anidride carbonica passa dal sangue alla miscela di gas che verranno espirati.

 

Si ritiene che il fumo causi la neoplasia in seguito al danno causato alle cellule che rivestono le vie aeree: generalmente è da queste cellule che origina il tumore del polmone che andrebbe pertanto più correttamente definito tumore bronchiale o bronchiolare. L’inalazione del fumo di sigarette – ricco di sostanze cancerogene – modifica rapidamente il tessuto normale. All’inizio l’organismo è in grado di riparare i danni, ma la ripetizione dell’esposizione al fumo determina un danno progressivo. In ultimo i danni sono tali che le cellule cominciano a comportarsi in modo anormale e può insorgere una neoplasia.

I tumori del polmone vengono categorizzati per tipo istologico, a seconda dell’aspetto al microscopio delle cellule che lo compongono:

  • carcinoma squamocellulare

  • adenocarcinoma

  • carcinoma a larghe cellule

  • carcinoma a piccole cellule

I primi tre tipi vengono solitamente raggruppati in un unico gruppo denominato carcinoma non a piccole cellule (CNPC) che presenta similarità di comportamento e comprende circa il 75% di tutti i tumori del polmone. Il quarto (CPC), detto anche microcitoma, è pressoché esclusivo dei forti fumatori ed è meno comune del CNPC. Queste categorie hanno rilevanza sia per la scelta delle terapie che per determinare la prognosi. A volte il tumore del polmone è costituito da più di un tipo istologico.

L’incidenza dell’adenocarcinoma sta aumentando, in particolare tra le donne, ed è diventato la forma più comune di CNPC; è il più frequente tra coloro che non fumano. Il carcinoma squamocellulare, in passato il più frequente in assoluto, mostra (assieme al CPC) la più spiccata correlazione con il fumo. Il carcinoma a larghe cellule è il meno comune; in effetti molte neoplasie in precedenza classificate come carcinomi a larghe cellule ad un’analisi più accurata si rivelano adenocarcinomi poco differenziati o carcinomi squamocellulari.

Esiste poi il carcinoma bronchiolo-alveolare, un’entità clinico-patologica distinta che può manifestarsi come nodulo periferico solitario o come malattia multifocale (che cioè trae origine da più punti) o come forma a rapida diffusione da un lobo all’altro.

Proprio per la loro funzione – assicurare la massima efficienza per gli scambi di gas tra aria e sangue (immaginando di stendere su un piano la superficie di tutti gli alveoli si otterrebbe una superficie di ampiezza pari a quella di un campo da tennis) – i polmoni sono riccamente vascolarizzati. Le cellule cancerose possono quindi, attraverso il sangue (ma anche attraverso i vasi linfatici), avere facile accesso ad altre parti del corpo (metastasi).

Questo può accadere anche prima di aver avuto segni o sintomi riferibili ai polmoni, pertanto al momento della diagnosi del tumore originale si eseguono degli esami – detti di stadiazione – per verificare che la malattia non si sia già diffusa anche a distanza. A volte può accadere che le metastasi rappresentino il primo segno di tumore, prima ancora che venga individuato nei polmoni.

Il tumore dei polmoni è eccezionale sotto i 45 anni.

Il tumore del polmone rappresenta la più importante causa di morte per neoplasie, sia tra gli uomini che tra le donne, nelle quali ha superato il tumore della mammella. Ogni anno rende conto di più decessi di quanto non facciano complessivamente i tumori del colon, della prostata e della mammella.

 

*A cura di: Alexan Alexanian - Medico di Medicina Generale, Milano



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